██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Impronta digitale
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Un mwdgdermatoglifo è invece il risultato dell'alternarsi di creste e solchi. Dermatoglifi sono presenti sulle palme delle mani, sulle piante dei piedi e sui polpastrelli delle dita. Le creste variano in ampiezza da 100 ai 300 mwdwmicron, mentre il mweaperiodo cresta-solco corrisponde all'incirca a 500 micron. La condizione di assenza di impronte digitali, note anche come orme digitali, in medicina prende il nome di mweqadermatoglifia.
Esse sono utilizzate da molto tempo ed estensivamente per l'identificazione degli esseri umani in generale, e per poterne inoltre rilevare la presenza su oggetti collegati a eventi criminosi anche se non si hanno certezze della loro unicità.
Contents
• Storia
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
Per quanto riguarda i primordi della storia delle impronte digitali, sono state trovate tavolette mwfgbabilonesi risalenti al mwfw500 a.C. (e quasi contemporaneamente anche in mwgaCina) riguardanti transazioni commerciali e recanti impronte impresse sulla loro superficie, probabilmente utilizzate come una specie di mwgqfirma personale o di sigillo del documento.
Lo studio vero e proprio delle impronte digitali, che va sotto il nome di dattiloscopia, risale ad un passato molto più recente, ma comunque sempre abbastanza lontano dai nostri giorni: le moderne tecniche si sono evolute da studi compiuti per la prima volta alla fine del mwiaXVII secolo d.C.
In questo senso, uno dei primi documenti scientifici riguardante le creste cutanee è stato il mwigDe externo tactus organo anatomica observatio, redatto nel mwiw1665 dallo scienziato mwjaMarcello Malpighi, seguito nel mwjq1684 dal mwjgbotanico e mwjwfisico mwkainglese mwkqNehemiah Grew che si occupò di uno studio sulla struttura delle creste e dei mwkgpori.
Successivamente, nel mwla1788, mwlqJ. C. A. Mayer individuò e descrisse alcune caratteristiche ricorrenti delle impronte papillari, affermando anche la loro unicità da individuo a individuo. La prima classificazione delle impronte in nove categorie, basate sulla struttura generale delle creste, viene ideata nel 1823 con mwlgJan Evangelista Purkyně, professore di anatomia all'mwlwUniversità di Breslavia.
Nel 1880, lo scozzese mwngHenry Faulds, medico e missionario in Giappone, in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica mwnwNature, suggerì l'individualità delle impronte digitali e un loro possibile utilizzo nell'identificazione dei criminali.
Quasi contemporaneamente, mwoqWilliam James Herschel annunciò di averle già utilizzate per diversi anni in India a fini amministrativi, dimostrando così la praticabilità dell'idea. Si ritiene, però, che la prima identificazione certa di un criminale mediante l'esame delle impronte digitali sia stata effettuata nel 1892 in Argentina: la ventisettenne Francisca Rojas aveva ucciso i suoi due figlioletti e si era poi ferita alla gola per fare ricadere la colpa su un presunto aggressore esterno, ma venne scoperta grazie a una sua impronta insanguinata.
Le ultime due importanti scoperte in questo campo furono apportate da Sir mwowFrancis Galton, che introdusse la struttura di minuzia nel mwpa1888, e Sir mwpqEdward Henry, che nel mwpg1899 realizzò un sistema di classificazione delle impronte in grado di semplificare molto il processo di identificazione, visto che al tempo era chiaramente ancora realizzato manualmente da esperti del settore. In particolare, Sir Edward Henry in mwpwIndia nei primi anni del mwqaventesimo secolo espanse il lavoro di Galton arrivando a definire cinque classi di base.
Si può quindi ritenere che già nei primi anni del ventesimo secolo, la formazione e i principi generali alla base delle impronte digitali e della loro verifica fossero già ben compresi a tal punto da consentire un loro primo utilizzo, come difatti avvenne, nei tribunali di giustizia di diversi stati.
A partire dagli anni 2000, sono divenute uno standard facilmente falsificabile, in modo particolare quando i dati biometrici non sono mwqwsegregati e salvati nel cellulare con un adeguato metodo di cifratura.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2] La falsificazione risultava possibile anche con le impronte tradizionalicite-ref-3[3] e con tecniche di falsificazione non digitali applicate alle nuove impronte elettroniche.cite-ref-4[4]
Dal 2010 il mwvqFingerprint Liveness Detection Competition è una competizione internazionale che si è occupa di elevare gli scarsi margini di sicurezza di questa potenziale tecnologia.cite-ref-5[5] Nel 2015, il blog specialistico mwwgHackaday dichiarava che i codici numerici erano più sicuri e affidabili delle improntecite-ref-6[6] (es. codici generati mediante mwxwmwyatoken).
Al Mobile World Congress 2016, lo scanner delle impronte di digitali di un iPhone Touch fu violato con una copia ricalcata nel mwygpongo.cite-ref-7[7] Due anni più tardi, la stessa azienda cinese che aveva prodotto il primo scanner commerciale, comunicò il lancio dei primi scanner di impronte in cui il dato biometrico veniva fisicamente salvato (mwzwmwaaembedded) all'interno degli schermi mwaqOLED dei cellulari.cite-ref-8[8] DeepMasterPrint è l'applicazione lanciata a novembre del 2018, che dimostra la possibilità di generare impronte digitali false a partire da un campione significativo di impronte reali tramite l'impiego dell'mwbwintelligenza artificiale (una rete di confronto generativo), sfruttando il fatto che la maggior parte degli scanner commerciali acquisisce soltanto una parte dell'impronta e che statisticamente le impronte presentano dei tratti somatici comuni.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]
Al contrario delle password che devono essere periodicamente modificate, i dati biometrici sono permanenti e non modificabili dai singoli, motivo per il quale una loro acquisizione crea un danno esiziale protratto nei decenni, al quale è difficile porre rimedio.cite-ref-12[12]
Caratteristiche
L'identificazione attraverso l'utilizzo delle impronte digitali è basata su due basilari premesse: l'"immutabilità", secondo la quale le caratteristiche delle impronte non cambiano attraverso il tempo, e mwgwindividualità, la quale afferma che l'impronta è unica da individuo a individuo.
Immutabilità
Le impronte si formano definitivamente nel mwigfeto all'ottavo mese di mwiwgravidanza e non cambiano per tutta la vita. In caso di graffi o tagli, la pelle dei mwjapolpastrelli ricresce con le stesse caratteristiche. Modificarle chirurgicamente è quasi impossibile: un medico riconoscerebbe a occhio nudo che la cresta originaria è stata sostituita da una mwjqcicatrice.
Per trattare brevemente l'aspetto dal punto di vista biologico, la pelle è costruita da tre tipi di tessuto: mwjwepidermide e mwkaderma, che insieme formano la cute, e l'mwkqipoderma, che si trova più in profondità. Mentre l'epidermide costituisce lo strato più superficiale, il derma si trova immediatamente sotto a questa e quindi ha con lei intimi rapporti, perché la sostiene, la nutre e offre sede alle appendici epidermiche (le mwkgghiandole e i mwkwpeli).
L'epidermide e il derma sono uniti tramite le papille dermiche, cioè dei prolungamenti conici di mwlgtessuto connettivo che dal derma si estendono a compenetrare l'epidermide.
Il disegno superficiale della cute è in rapporto al variare della disposizione e dello spessore delle fibre connettive del derma e questo dà origine a una precisa disposizione papillare.
Questo disegno è appunto così tipico che è utilizzabile per l'mwnqidentificazione di un individuo e, a meno di traumi o di interventi, la prima caratteristica di persistenza è assicurata quindi dalla ricrescita dello strato di pelle morta con le stesse esatte caratteristiche.
Le impronte digitali fanno parte, insieme all'aspetto fisico, del mwnwfenotipo di un individuo, che si ritiene sia univocamente determinato dalla combinazione di uno specifico mwoagenotipo con uno specifico ambiente. La loro formazione è quindi simile a quella dei mwoqvasi sanguigni nell'mwogangiogenesi; le caratteristiche generali cominciano a emergere con la definizione della pelle sui polpastrelli, ma allo stesso tempo la posizione del feto nell'mwowutero e i flussi del mwpaliquido amniotico cambiano durante questo processo di formazione rendendolo unico. Questo micro ambiente varia da mano a mano e da dito a dito: esistono quindi molti fattori che variano durante tale sviluppo, anche se esiste un patrimonio genetico che in principio lo ha fortemente influenzato.
Individualità
Per quanto riguarda quindi la seconda premessa, l'individualità, essa viene ritenuta essere vera sulla base di risultati empirici, ma non ne è stata scientificamente dimostrata la validità assoluta. L'unicità di un'impronta digitale è un'ipotesi di lavoro che in senso matematico è difficile, se non impossibile, da provare. La dimostrazione opposta è sicuramente più facile da ottenere in teoria, trovando nella pratica due impronte identiche di due dita diverse. L'uguaglianza di due impronte appartenenti a due persone diverse, dalla loro scoperta ad oggi non è stata mai provata.
Il rilevamento delle impronte
Spesso, il rilevamento delle impronte è un'operazione comunemente effettuata nel corso di mwrqindagini di mwrgpolizia. Può avvenire in modo diretto, su individui in stato di fermo, ai quali si fanno imprimere su carta le impronte dei polpastrelli macchiati di mwrwinchiostro; oppure in modo indiretto, attraverso particolari procedure che permettono di rendere visibili le impronte presenti, ad esempio, nel luogo in cui è stato commesso un mwsacrimine.
In questo caso, una delle più usate procedure consiste nell'applicare sulle superfici dure e non assorbenti una polvere a base di mwsgalluminio, di mwswcarbone o di sostanze mwtafluorescenti, capace di aderire alle tracce di mwtqsebo eventualmente presenti e, quindi, di evidenziare le impronte. Per superfici porose o nel caso di tessuti, risultano più indicati trattamenti chimici a base di mwtgninidrina e vapore di mwtwiodio.
Le impronte, fotografate in scala 1:1 e archiviate, possono essere confrontate con quelle di individui sospettati, in modo da poterne escludere o confermare un possibile coinvolgimento con il reato. Tale operazione si avvale di sistemi computerizzati mwuqAFIS che permettono l'mwugarchiviazione di un gran numero di dati e la rapida effettuazione dei confronti.
Classificazione
A livello globale, lo schema di creste-valli esibisce una o più regioni caratterizzate da una forma particolare; esse vengono definite "regioni singolari". La presenza di tali regioni determina la mwvqclassificazione dell'intera impronta in una delle cinque classi definite da Sir mwvgEdward Henry.
Già agli albori della loro utilizzazione infatti, appariva necessario un sistema di suddivisione delle impronte in classi per rendere più veloce il processo di comparazione. Tali classi sono chiamate mwxwRight Loop (che è rilevabile con una frequenza del 31,7%), mwyaLeft Loop (33,8%), mwyqArch (3,7%), mwygTented Arch (2,9%) e infine, mwywWhorl (27,97%).
A livello locale invece, le discontinuità delle creste vengono chiamate mwzqminuzie, o "dettagli di Galton", in onore del primo studioso che ne approfondì lo studio e ne accertò la persistenza. Esse possono essere fatte corrispondere semplicisticamente alle terminazioni o alle biforcazioni delle creste (vedi l'esempio in Figura, dove il mwzgcerchio evidenzia una terminazione e il mwzwquadrato, una biforcazione), anche se in dettaglio la loro forma può essere descritta in modo più preciso: esistono ad esempio minuzie a forma di punto, uncino e biforcazione multipla.
Tipi di impronte
L'impronta è costituita non solo da linee ma anche dalla figura che esse creano, e non ne esistono così tante come si potrebbe supporre. Ce ne sono circa sette tipi diversi:
• mw1aArco: Le linee vanno come le onde da un lato all'altro;
• mw1gArco a tenda: Come l'arco ma con un bastone crescente nel mezzo;
• mw2aCappio: Le linee partono da un lato e rientrano nel mezzo dello stesso lato;
• mw2gDoppio cappio: Come il cappio ma con due cappi interni che vanno in direzioni opposte;
• mw3aOcchio di Pavone: Come il cappio ma con un piccolo cerchio nel punto di svolta;
• mw3gSpirale: Le linee formano una spirale;
• mw4aMisto: Composto con varie figure.
Trattamento dei dati biometrici
L'articolo 4, punto 14, del mw4wRegolamento Generale sulla protezione dei dati definisce «dati biometrici» i dati personali ottenuti da un trattamento tecnico specifico relativi alle caratteristiche fisiche, fisiologiche o comportamentali di una persona fisica che ne consentono o confermano l'identificazione univoca, quali l'immagine facciale o i dati dattiloscopici. L'articolo 9, comma 1, del Regolamento stabilisce che, di norma, è vietato trattare dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica.
Note
cite-note-11. ↑ mw6gmw6wmw7aSensori per il riconoscimento delle impronte digitali: sono sicuri?, su mw7qkaspersky.it, 21 gennaio 2016. mw7gURL consultato il 28 settembre 2019 mw7w(mw8aarchiviato il 28 settembre 2019). Ospitato su mw8qgoogle.it.
cite-note-22. ↑ mw9q(mw9gmw9wEN) Yulong'Zhang, 'Zhaofeng'Chen, 'Hui'Xue e 'Tao'Wei, FireEye'Labs, mw-amw-qFingerprints On Mobile Devices: Abusing and Leaking (mw-gmw-wPDF), p.mw-a 11. mw-qURL consultato il 28 settembre 2019 mw-g(mw-warchiviato il 28 settembre 2019).
cite-note-44. ↑ mwaq8mwaramwareBiometria: realtà e illusioni, su mwariprivacy.it. mwarmURL consultato il 28 settembre 2019 mwarq(mwaruarchiviato il 28 settembre 2019). mwarc«Del resto è già avvenuto che, attraverso impronte digitali modellate in silicone, si sia tentato di ingannare un sistema di riconoscimento.» Citando mwargThomas Vacek, mwarkDie Zeit, n. 46/2001. Articolo approfondito su mwaroweb.tiscali.it.
cite-note-55. ↑ mwar4mwar8mwasaRiconoscimento di falsi da impronte digitali e volti, su mwasepralab.diee.unica.it, Pra Lab - mwasiUniversità di Cagliari. mwasmURL consultato il 28 settembre 2019 mwasq(archiviato dall'mwasuurl originale il 2 marzo 2021).
cite-note-66. ↑ mwaskValerio Mariani, mwasomwassL'impronta digitale è più o meno sicura della password?, su mwaswlastampa.it, 27 novembre 2015. mwas0URL consultato il 28 settembre 2019 mwas4(mwas8archiviato il 28 settembre 2019). Ospitato su mwatahackaday.com.
cite-note-77. ↑ mwatqmwatumwatyBypassare uno scanner di impronte digitali? Basta un po' di pongo, nelle giuste condizioni (Video), su mwatcmobile.hdblog.it, 25 febbraio 2016. mwatgURL consultato il 28 settembre 2019 mwatk(mwatoarchiviato il 28 febbraio 2016).
cite-note-88. ↑ mwat4(mwat8mwauaEN) mwauemwauiVkansee lancia la tecnologia ibrida per impronte digitali all'interno dei display in vista degli smarthphne senza tasti, su mwaumvkansee.com, 4 giugno 2018. mwauqURL consultato il 28 settembre 2019 mwauu(archiviato dall'mwauyurl originale il 28 settembre 2019).
cite-note-99. ↑ mwauo(mwausmwauwEN) Philip Bontrager, Aditi Roy, Julian Togelius, Nasir Memon, Arun Ross, mwau0mwau4DeepMasterPrints: Generating MasterPrints for Dictionary Attacks via Latent Variable Evolution, in mwau8Computer Vision and Pattern Recognition.
cite-note-1010. ↑ mwavm(mwavqmwavuEN) Alex Hern, mwavymwavcFake fingerprints can imitate real ones in biometric systems – research, su mwavgtheguardian.com, mwavkThe Guardian, 15 novembre 2018. mwavoURL consultato il 28 settembre 2019 mwavs(mwavwarchiviato il 15 novembre 2018).
cite-note-1111. ↑ mwawaFederica Vitale, mwawemwawiCreata un’intelligenza artificiale che può falsificare le impronte digitali, su mwawmfocustech.it, 20 novembre 2018. mwawqURL consultato il 28 settembre 2019 mwawu(mwawyarchiviato l'11 dicembre 2018).
cite-note-1212. ↑ mwawo(mwawsmwawwEN) Zack Whittaker, mwaw0mwaw4Hackers can remotely steal fingerprints from Android phones | ZDNet, su mwaw8zdnet.com, 5 agosto 2015. mwaxaURL consultato il 28 settembre 2019 mwaxe(mwaxiarchiviato il 28 settembre 2019). Ospitato su mwaxmarchive.is.
Bibliografia
• William Leo, mwaxg"Will DNA Replace Fingerprints in the 21st Century?" mwaxkArchiviato il 30 maggio 2009 in Internet Archive., mwaxsThe print, Volume 21 Issue 5, September-October 2005.
• William Leo, mwax0Fingerprint Identification, Law Tech, 2004. ISBN 1-889315-23-0
• William Leo, mwaya"Historical and Scientific Foundation of Friction Skin Identification" (.PPT)
• David R. Ashbaugh, mwayi"Ridgeology. Modern evalutative friction ridge identification", a cura di Forensic Identification Support Section e Royal Canadian Mounted Police, dall'FBI's LEO Intranet, 10 marzo 1999...
• Alfred Hale, mwayuMorphogenesis of the Volar Skin in the Human Fetus, 1952.
• Harold Cummins mwayget al., mwaykFinger Prints, Palms and Soles - An Introduction to Dermatoglyphics, 1943.
• Harold Cummins, mwaywThe Topographic History of the Volar Pads in the Human Embryo, 1929.
• Harris Hawthorne Wilder, Bert Wentworth mway8Personal Identification, 1918.
• Inez Whipple, mwaziThe Ventral Surface of the Mammalian Chiridium - With Special Reference to the Conditions Found in Man, 1904.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su impronta digitale
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) J. Edgar Hoover, fingerprint, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaauStoria delle impronte, su privacy.it.
• mwaacLe impronte digitali, la firma del crimine, su diritto.it. URL consultato il 3 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
• mwaakCronologia delle ricerche sulle impronte digitali, su ridgesandfurrows.homestead.com.[website disabled!]